Parma, la mia città

Parma, Emilia-Romagna, Italia http://www.comune.parma.it/homepage.aspx
In attesa del 2020 in cui Parma sarà la capitale della cultura, vi racconto la mia città.
Inizio con un po’ di storia, poi vi narrerò dei monumenti e delle tradizioni parmigiani.
Buona lettura.

Risultato immagine per parma immagini della città

Parma è una città che affonda le sue origini all’età del bronzo, tant’è che sono stati trovati i resti di terramare, villaggi circondati da terrapieni.

Sono stati rinvenuti anche segni di insediamenti etruschi.
Fu poi una città romana, le cui tracce si trovano in pieno centro, precisamente nel ponte, ormai sotterraneo, nei pressi di Piazza Ghiaia e resti di un anfiteatro nell’attuale via Garibaldi.
Nell’epoca romana fu un florido insediamento commerciale grazie anche alla sua posizione strategica nei  possedimenti romani.

Visse un periodo di decadenza con le invasioni barbariche,
Nel VI secolo, con l’arrivo dei Bizzantini, la città riguadagna il suo splendore, tanto che venne chiamata Chrysolpolis, citta dell’oro, poiché divenne sede dell’erario militare.
Coi Longobardi ebbe un altro avanzamento, fu innalzata al rango di ducato.
Nel Medio Evo si susseguirono diverse signorie delle antiche famiglie parmensi.
Nel 1176 divenne libero Comune.

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Dal 1303  al 1500 si succedettero diversi potentati, facendo parte anche del ducato di Milano,
Dopo un secolo di guerre e alleanze il ducato venne affidato  nel 1554 a Pier Luigi Farnese, che fece diventare Parma una delle più colte corti del Rinascimento italiano. I Farnese governarono fino al XVIII secolo, periodo in cui il ducato venne governato dalla discendenza femminile della famiglia, i Borboni. Per questo motivo molti tesori dei Farnese si trovano nella Reggia di Caserta.
Dopo una breve pausa napoleonica, il ducato passo sotto la dominazione degli Asburgo d’Austria.

Con l’armistizio di Villafranca, nel 1860, il ducato divenne parte del Regno d’Italia, di cui ne seguì le sorti.
Dopo la Secondo Guerra mondiale, venne riconosciuta alla Città di Parma la Medaglia d’oro al valore militare per il coraggio dimostrato  dalla sua cittadinanza durante la Resistenza.

Terme di Caracalla

Tra i luoghi della nostra bella Italia ci sono anche le terme di Caracalla. www.turismoroma.it/cosa-fare/terme-di-caracalla
Si trovano a Roma. Vestigia della Roma antica, di un popolo che amava prendersi cura di sé e che dava alle terme un’importanza particolare, perché  non erano solo luoghi di svago e benessere, ma anche centri economici dove incontrarsi, studiare e  fare affari.
Alle terme accedevano tutti i ceti sociali, il loro costo era minimo ed era anche l’occasione per lavarsi, visto che erano pochi i romani che potevano farlo a casa loro.

                                                  

Le terme di Caracalla sono un imponente complesso monumentale che per fortuna si è mantenuto  nei secoli senza contaminazioni con altri edifici di più recente costruzione, permettendoci di ammirare la grandiosità del sito.

 
Passeggiare per le alte mura e ammirare la grandiosità delle costruzioni, nonostante siano “solo ruderi”, è un’esperienza veramente bella e sorge spontanea la domanda:- Perché queste costruzioni sono sopravvissute durante i secoli, mentre gli edifici moderni non dimostrano la stessa solidità, nonostante la tecnologia abbia fatto spassi da gigante?-
Ora è possibili visitare le terme di Caracalla dotati di visori tridimensionali che permettono di girare tra le mura e le stanze come se ci si trovasse all’epoca del loro splendore.
Purtroppo non siamo stati lungimiranti e non li abbiamo prenotati, quindi abbiamo dovuto rinunciare a questa esperienza a cavallo tra passato e futuro, quindi sicuramente vi torneremo.

Dorian Gray, la bellezza non ha pietà

Cari lettori,
oggi vi parlerò di un viaggio nell’anima.
Un viaggio intrapreso attraverso un’opera teatrale: “Dorian Gray, la bellezza non ha pietà”.

Una pièce ispirata al libro di Oscar Wilde: “Il ritratto di Dorian Gray”.
A proposito, se non l’avete letto, leggetelo!

Calcavano la scena Federico Marignetti https://federicomarignetti.wordpress.com/biografia  e Marco Vesprini   https://www.facebook.com/marco.vesprini.7


Sul palco c’erano solo loro due, ma sono stati di una bravura eccezionale e veramente emozionanti!
La scenografia era un cubo che rappresentava una stanza, ma poteva essere intesa anche come una gabbia e sullo sfondo, ma non solo, erano proiettate immagini e giochi di luci che rendevano il tutto veramente magico e carico di pàthos!

Mi sono piaciute molto le strategie sceniche per far comparire in scena gli altri personaggi del libro, una tavolozza per Basil Hallward, il pittore e un velo bianco per Sybil Vane, la ragazza amata da Dorian, che si suicidò a causa sua.
Mentre la presenza di   Lord Wotton,  colui che travia l’anima di Dorian, aleggia sulla scena, facendo sentire il peso della sua influenza.
Per chi deciderà di andare a teatro a vedere questa opera, le emozioni sono garantite!


VILLA ADRIANA – TIVOLI- ROMA

La giornata prometteva Sole, anche se non tanto energico per scaldare l’aria di Dicembre.
Fuggiamo dal caos natalizio di Roma e ci rechiamo a Tivoli www.comune.tivoli.rm.it/ a visitare i resti della villa dell’imperatore Adriano www.treccani.it/enciclopedia/adriano-imperatore , che successe a Traiano nel 117 d.C. www.villaadriana.beniculturali.it
Arrivati a destinazione, nel piazzale antistante la biglietteria, ci accoglie un bel gattone sdraiato placidamente al sole.
Di primo acchito non sembra nulla di speciale, ma incamminati per il viale che conduce ai ruderi della villa, si capisce  la magnificenza che doveva essere la dimora dell’imperatore.

In alcune stanze si possono  ancora  ammirare i mosaici che abbellivano i pavimenti

e tra le alte mura crescono ulivi centenari dai tronchi contorti, quasi animati.

L’atmosfera bucolica fa apprezzare ancora di più le vestigia dell’immensa villa che al suo interno ospitava due terme, una per la famiglia e i nobili e l’altra per la servitù.

Adriano aveva fatto realizzare  delle stanze private su un isolotto su cui si ritirava quando voleva restare solo, venivano ritirati i ponti gettati sul fossato che lo circondava e la privacy era assicurata.
La villa era percorsa da viali e camminamenti sia in superficie che sotterranei.

I passaggi sotterranei, che erano anche carrozzabili, erano utilizzati dalla servitù nei loro spostamenti e per portare le merci da un luogo all’altro della residenza.

Nel 1999 villa Adriana fu dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.